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FAQ

FAQ
Queste FAQ nascono dal desiderio di condividere la nostra esperienza, guidando passo-passo tutti coloro che sognano di essere autori teatrali, di mettersi al servizio del teatro. Non abbiamo segreti e visto che in questi anni ci siamo scontrati con numerose difficoltà, perché non dare una mano a te che stai movendo i primi passi in questa meravigliosa realtà?
Da dove si comincia e perché si comincia?

Solitamente a questa domanda ogni autore risponde in modo diverso, in base alla propria esperienza. La scintilla può essere di varia natura, ma quando si accende non lascia dubbi: chi fa teatro lo fa perché ha una passione smodata per questa forma sublime di arte e se sei qui sai a cosa ci riferiamo.
Nel nostro caso tutto è nato per gioco, o quasi: il desiderio di confrontarci con realtà diverse, di metterci alla prova, ci ha spinto, ancora adolescenti, ad aprire quella piccola porta oltre la quale ci aspettava un mondo che andava al di là di ogni nostra aspettativa. Un mondo le cui strade si percorrono con difficoltà, ma ricco di fascino e di scoperte, un mondo che ci ha conquistato e che ci porta ad esprimere, ormai da dieci anni, la nostra volontà di scrivere per il teatro.


Ma potrò vivere di questo lavoro?

Innanzitutto mettiamo subito in chiaro una cosa: non si comincia a scrivere per soldi! E' il primo pensiero da togliersi dalla testa. La situazione teatrale (e culturale in genere) italiana contemporanea concede pochissimo spazio agli autori emergenti, privilegiando i classici e lasciando solo i piccoli teatri (nel migliore dei casi) alle compagnie e agli autori non ancora professionisti. Non diciamo questo per scoraggiarti, ma per mostrarti un quadro fedele della situazione attuale. Ecco perché prima di tutto c'è la passione. Non è escluso che prima o poi possano arrivare anche soddisfazioni economiche ma sono davvero poche le persone che vivono grazie al teatro, più in generale è il teatro a vivere grazie ai sacrifici di tante persone. Se quindi ciò che ti muove è la brama di denaro o di fama lascia perdere, tanto non resisteresti a lungo.


Nonostante tutto voglio diventare un autore: qual è il primo passo da fare?

Le risposta è naturalmente banale ma insidiosa: scrivere un'opera, un testo tutto tuo. Di solito il primo lavoro prende spunto da un tema che ti ha particolarmente colpito, da un argomento che ti sembra di conoscere molto bene o più semplicemente dalla tua esperienza personale. A tal proposito è importante prestare molta attenzione a ciò che scrivi: la prima opera usualmente tende a diventare una valvola di sfogo, un modo per parlare di sé nascondendosi dietro dei personaggi. E' una scelta che solo raramente porta frutto: il rischio per un giovane autore è proprio quello di legarsi ad opere autobiografiche, profondamente sentite, sì, ma aride per chi dovrà leggerle o interpretarle. In ogni caso se ciò aiuta a scrivere con maggiore fluidità e spontaneità ben venga, purché non rimanga un paletto che tiene legati alla propria realtà. Bisogna uscire da sé, guardarsi intorno, accostarsi a situazioni diverse.


Ma allora si scrive per sé o per gli altri?

E' chiaro che il primo a fruire dell'opera è l'autore stesso: se ciò che scrivi ti piace, ti coinvolge, vuol dire che non è tempo perso perché quantomeno stai sfamando il tuo animo, compito essenziale dell'arte. Non basta però, come detto devi uscire da te stesso, misurarti con realtà differenti dalla tua, immedesimarti nelle persone che hai intorno: questo ti permetterà di osservare le cose da più punti di vista, di avere una rappresentazione tridimensionale della realtà e ti consentirà di giudicare con più obiettività il tuo lavoro, valutandolo per ciò che è e non per chi lo ha scritto. Un'opera teatrale, però, è destinata ad un pubblico, non può restare chiusa in un cassetto o in un file: soltanto quando viene letta e portata in scena esplicita le proprie potenzialità, realizza se stessa. Non basta essere uno scrittore, bisogna diventare un drammaturgo.


Ho finito il mio primo lavoro: adesso sono un autore?

Assolutamente no! Sarebbe come dire che chi canta una canzone al Karaoke è un cantante! Scrivere un testo teatrale è solo il primo passo di un lungo processo, per questo l'invito è a non farti persuadere da persone che ti chiedono soldi per inserirti in qualche albo o in qualche pubblicazione (a meno che tu non abbia denaro da buttare). Non sono queste cose a renderti uno scrittore migliore.


Allora cosa mi manca?

Un primo semplice passo è quello di far leggere il tuo testo a qualcuno di cui tu possa fidarti, qualcuno che oggettivamente sappia darti un giudizio, senza farsi scrupoli e senza cercare di compiacerti a tutti i costi. Paradossalmente questo tipo di persone è difficile da trovare tra i propri amici o parenti (sono tutti un po' condizionati dal fatto che ti conoscono), ecco perché ti consigliamo di rivolgerti ad addetti ai lavori: ci sono diversi siti che offrono servizi del genere per gli autori in erba e anche sul nostro sito puoi pubblicare gratuitamente la tua opera e ricevere una critica sincera e costruttiva al tuo lavoro. (Per saperne di più vai alla pagina "Le vostre opere").


Voglio continuare a scrivere, ma come posso migliorarmi?

L'umiltà è una dote fondamentale per ogni autore, anzi è la dote. Chi pensa di saper scrivere non ha capito molto di sé e dell'arte. Per migliorarsi esistono molti sistemi, tutti validi. Il primo e fondamentale è sempre lo stesso: leggere, leggere, leggere. Qualsiasi testo, qualsiasi autore, purché si legga, magari dando la precedenza ai grandi classici del teatro e non; uno scrittore che non legge è destinato a spegnersi velocemente nella sua piccola stanza: i libri sono finestre fenomenali che formano la nostra mente e la nostra persona. Poi ci sono le scuole di scrittura: se ne hai la possibilità e te lo puoi permettere, esse forniscono un buon supporto alla tua crescita sia dal punto di vista creativo che letterario e, perché no, grammaticale. Te ne suggeriamo alcune nei link in fondo. Esistono anche compendi e saggi utili ad approfondire alcune questioni storiche o più o meno tecniche. Infine la drammaturgia ha uno strumento di crescita proprio, che altre forme d'arte non hanno: andare a teatro. Vedere, ascoltare, memorizzare le scene, le battute, il linguaggio, i personaggi, la dinamicità ('character is action'). Purtroppo, andare a teatro costa e in Italia i giovani non vengono certo incentivati ad assistere a pièce, ma spendere per vedere un dramma è sempre (o quasi sempre...) un buon investimento. L'ideale sarebbe frequentare diversi teatri e cambiare spesso genere per non fossilizzarsi sugli stessi elementi.


Come promuovo i miei lavori?

Se hai cercato di pubblicare o di far rappresentare un tuo lavoro, ti sarai accorto che davanti un nuovo autore si para innanzi un muro talvolta insormontabile (a meno che tu non abbia conoscenze particolari tra registi, compagnie, editori). Ti sconsigliamo di partire subito alla ricerca di produzioni o case editrici, sarebbe per lo più tempo perso. Un buon inizio è quello di farsi pubblicità, magari con un sito web. Non c´è bisogno per forza di un dominio, basta un host gratuito (ce ne sono tanti in rete che offrono buoni servizi). Anche in questo caso possiamo darti una mano: noiteatro.it ti offre la possibilità di avere una pagina web gratuita affiliata al nostro sito del tipo: www.noiteatro.it/nome-cognome.htm: ti basterà mandarci un'email e il gioco è fatto! (Vedi la sezione Altri servizi).


Ma se metto on-line le mie opere non rischio che me le copino?

E' chiaro che di per sé il rischio esiste, ma non devi pensare che la gente non abbia di meglio da fare che rubare le tue idee. Difendere la proprietà intellettuale non significa nascondere tutto per paura di essere copiati, in America e in molti paesi europei è di routine per gli scrittori pubblicare liberamente i propri scritti e pian piano anche in Italia questo tipo di pregiudizio comincia ad essere superato: se non pubblichi almeno in rete ciò che scrivi nessuno lo leggerà mai, è una delle poche vie per farsi conoscere e, perché no, condividere con altri scrittori la tua esperienza. Se proprio vuoi sentirti più sicuro, puoi sempre cautelarti depositando l'opera alla SIAE o, se non sei alle prime armi e te lo puoi permettere, iscrivendoti alla SIAE come autore teatrale. (www.siae.it)


Ho anche un sito, adesso come mi muovo?

Adesso è il momento di cominciare ad attivarsi: la gente non sta lì ad aspettarti, devi essere tu a proporti, a farti avanti. Ad esempio realizza delle locandine pubblicitarie per la tua pagina web. E' importante frequentare anche i piccoli teatri, le piccole sale e talvolta anche quelli delle scuole o delle parrocchie: conoscere attori anche non professionisti, registi, autori e raccogliere la loro esperienza. Queste sono cose che è meglio fare di persona, quindi non farti scrupoli a fare domande o a importunare chi ti trovi davanti: un vero artista non è mai geloso delle proprie conoscenze. Vedrai che in questo modo pian piano comincerai a capire meglio come muoverti e capirai anche quando è il momento di proporti come autore. Solo allora sarà il caso di contattare case di produzione o editori.


Conviene partecipare ai concorsi e a quali?

I concorsi letterari sono uno dei pochi modi per farsi notare, per portare in scena un lavoro (spesso è proprio questo il premio in palio). Non tutto ciò che riluce però è oro: la cosa migliore è sempre leggere bene il bando e se si ha bisogno di chiarimenti scrivere e-mail o telefonare. Ancora una volta ti sconsigliamo di partecipare a concorsi che richiedono quote di iscrizione o rimborsi per spese di segreteria: se la tua opera non vale rischi solo di spendere denaro inutile, mentre se è valida troverai comunque tanti concorsi gratuiti che sapranno valorizzare il tuo lavoro. Prediligi i premi letterari con restrizioni: quelli rivolti ad un certo tipo di opera, ad una specifica fascia d'età o solo agli esordienti o solo ai residenti di una particolare zona..., avrai più possibilità di metterti in luce. Non badare al premio in palio, tanto meno al denaro: l'importante è farsi notare, avere dei riscontri sul proprio lavoro e magari venire rappresentati. Molti autori sono diventati drammaturghi proprio in questo modo, vedendo passare il loro scritto da testo teatrale a copione. Presto su www.noiteatro.it sarà attiva una pagina in continuo aggiornamento con i link ai concorsi teatrali in scadenza.


Ma allora devo solo aspettare?

Se sei arrivato fin qui vuol dire che hai una vera passione per il teatro. Conseguentemente, pian piano il numero dei tuoi scritti continuerà ad aumentare e questo, ti assicuriamo, assorbirà gran parte del tuo tempo libero, ma saprà anche ricompensarti gratificandoti. Esercitati riscrivendo scene di opere note, o inventando finali alternativi, prova a cambiare il carattere di qualche tuo personaggio, a farlo parlare con un altro linguaggio, sperimenta drammi di tipo diverso e prova a cimentarti in generi letterari differenti (come la poesia o la narrativa), ne gioverai certamente. Conosci altri autori: su internet trovi tantissimi siti e sul nostro forum puoi condividere con noi e con altri scrittori le tue idee e le tue perplessità.


Come posso tutelare la mia opera dal plagio?

Per proteggere la propria opera ci sono diverse possibilità:
a) andare da un notaio che certifichi la proprietà dell'opera;
b) depositare alla sezione OLAF della SIAE l'opera;
c) depositare alla sezione DOR della SIAE l'opera.

Noi approfondiremo in particolar modo il punto c) perché presupponiamo che un autore che voglia percorrere la strada della scrittura, lo voglia fare con continuità. Accenniamo, comunque, i primi 2 punti. Il punto a) è abbastanza ovvio: un notaio certificherà l'appartenenza dell'opera apponendo una data che "sigilla" l'opera, nel senso che testimonia che quell'opera è nata il giorno X. Per il punto b) consigliamo di visitare il sito della SIAE sezione OLAF. Quello che vogliamo sottolineare è che per depositare l'opera alla sezione OLAF non c´è bisogno di essere soci della SIAE e può fare il deposito anche una persona diversa dall'autore presentandosi come "Legale rappresentante". Altra nota importante è che ogni deposito si paga.
Passiamo ora al punto c) (quello attraverso il quale anche noi abbiamo depositato la nostra prima opera). Per depositare un'opera alla sezione DOR si deve essere soci della SIAE (o di altro ente europeo che collabora con la SIAE). Come iscriversi alla SIAE? Per iscriversi alla sezione DOR (che è la sezione drammatica, delle operette e delle riviste) si deve presentare il bollettino del versamento della quota annuale e una copia dell'opera. Non bisognerà pagare nulla per i successivi depositi in quanto un socio può depositare quanti testi vuole. Ogni volta che depositerai un'opera dovrai compilare il modello del deposito con la dichiarazione delle percentuali sui diritti (in caso di più autori). Da allora sarai iscritto alla SIAE e avrai salito un altro piccolo gradino.
IMPORTANTE!!! Deposita sempre la tua opera prima di farla girare, anche se il copione è solo parziale, in ogni caso potrai ridepositare la versione aggiornata in qualsiasi momento.
Per maggiori informazioni visita il sito della SIAE, sezione DOR.


Alcuni link a siti che parlano di scrittura creativa. Tramite questi siti potrai accedere anche a documenti utili che parlano di scrittura creativa. Buona lettura!!!
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